
Lo spettacolo porta in scena storie di donne di ieri e di oggi, donne protagoniste in molte canzoni di Fabrizio De Andrè. Il grande cantautore genovese ha saputo cogliere l’essenza femminile e descriverne in maniera mirabile e con profondo realismo i dettagli e le sfumature, senza ipocrisie né pregiudizi ma sempre con grande sensibilità e comprensione umana delle debolezze. Le donne di De Andrè sono donne la cui fragilità diventa la forza trainante delle loro vite. In queste storie l’essenza della persona conta più delle sue azioni e del suo passato; ed è proprio attraverso le donne che vengono innalzati i tratti nobili ed universali degli sconfitti, degli indesiderabili, degli emarginati.
Alla parte musicale (le canzoni) si alternano elementi teatrali. Testi dello stesso Fabrizio De Andrè, altre riflessioni e commenti vengono recitati per guidare l’ascoltatore attraverso una riscoperta del valore dell’opera musicale e testuale, alla ricerca delle mille sfumature e significati della realistica quotidianità cantata dall’autore.
L’ensemble:
Iole Cerminara – voce
Marina Lorusso – chitarra
Paola Romano – violino
Marien Abreu – violoncello
Agnese Bonomo – clarinetto
Raffaella Bonomo – fagotto
“Un gruppo di sole donne che interpretano brani che parlano di donne” è la caratteristica che contraddistingue Le Voci di Sally e tutto lo spettacolo. Una scelta innovativa e ricercata che produce un effetto di sorpresa nell’ascoltatore abituato ad interpretazioni tradizionalmente “maschili” del repertorio del cantautore genovese. La scelta dell’organico strumentale non è casuale ma frutto di una sperimentazione sonora, che accanto al gusto tipicamente acustico, mira ad enfatizzare gli elementi emozionali contenuti nei brani di De Andrè attraverso una ricerca timbrica netta e immediatamente godibile.
Oltre che un “omaggio” al cantautore genovese, lo spettacolo rappresenta una rilettura critica del repertorio di Fabrizio De Andrè, un’analisi testuale e musicale realizzata attraverso una prospettiva differente: quella femminile. Il risultato è accattivante: uno spettacolo che associa ad un pretesto interpretativo spiccatamente intellettuale (la rilettura “di genere”), una grande fruibilità da parte di un pubblico vario (dagli adulti, agli estimatori, ai giovani e giovanissimi).






