
Tre concerti precedono l’uscita del primo Cd
Il Quotidiano della Basilicata – Giovedì 9 maggio 2008
Tre concerti ravvicinati che culmineranno nell’uscita, martedì prossimo, del primo Cd “Omaggio a Fabrizio De André”. A seguire un più lungo tour nei teatri lucani. Sono i progetti per l’immediato futuro d’un sestetto che già nel nome “Le voci di Sally”, porta impresso il richiamo alle atmosfere e ai personaggi del più grande tra i grandi cantautori che la musica italiana nell’ultimo mezzo secolo abbia conosciuto: Fabrizio De Andrè (che le cronache lucane, tra l’altro, ricordano per una denuncia di “contenuto osceno”, con conseguente censura, da parte di un Pretore di Potenza per la canzone “Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers” scritta con Paolo Villaggio).
Il gruppo, tutto al femminile e composto da Iole Cerminara alla voce, Marina Lorusso alla chitarra, Paola Romano al violino, Marien Abreu al violoncello, Agnese Bonomo al clarinetto e Raffaella Bonomo al fagotto, aprirà il mini tour che porta all’uscita del cd con concerto di questa sera al teatro “Pino” di piazza Vittorio Emanuele, a Moliterno. L’ensemble bisserà domani sera, ospite del Centro Polivalente di San Brancato a Santarcangelo e chiuderà, il 15 maggio al Francesco Stabile di Potenza, con una esibizione propedeutica all’uscita del cd (prevista per il giorno successivo). Lo spettacolo de “Le voci di Sally”porta in scena storie di donne. Di queste prova a coglierne l’essenza descrivendone con realismo i dettagli non meno che le sfumature, senza ipocrisie ne pregiudizi ma sulla scia dell’insegnamento di De Andrè, con sensibilità e comprensione umana delle debolezze.
È uno spettacolo che alterna alla parte musicale intermezzi teatrali, ed è da un lato un “omaggio” al cantautore genovese, dall’altro una rilettura critica del repertorio di Fabrizio De Andrè, un’analisi testuale e musicale realizzata attraverso una prospettiva differente: quella femminile. Una scelta innovativa e ricercata, insomma, che produce un effetto di sorpresa nell’ascoltatore abituato ad interpretazioni tradizionalmente maschili del repertorio del cantautore genovese. Anche la scelta dell’organico strumentale non è casuale ma frutto di uno sperimentazione sonora, che accano al gusto tipicamente acustico, mira ad enfatizzare gli elementi emozionali contenuti nei brani di De Andrè attraverso una ricerca timbrica netta e immediatamente godibile.
Michele Russomanno






